Bulloni bloccati: risolvere il problema è una questione di pazienza

Ah, la bulloneria: croce e delizia di specialisti e dilettanti allo stesso modo, strumento del meccanico professionista che la usa di continuo e allo stesso modo del normale impiegato che deve dedicarsi, nel tempo libero, a qualche piccolo lavoro di riparazione in casa o in garage. Ma se per il primo ogni problema relativo è stato visto, trattato e risolto centinaia di volte, per il secondo alcune difficoltà possono sembrare seriamente irrisolvibili, mancando di esperienza, di competenza, e più di tutto, ahimè, di pazienza. Volete un esempio? Parliamo di uno dei più classici fra i problemi – il bullone bloccato, che si rifiuta di girare e svitarsi per quanto vi impegniate.

Pochi oggetti tanto piccoli hanno la capacità di evocare altrettanta rabbia. Ci sforziamo, premiamo, giriamo e tiriamo, con tutte le nostre forze – e nulla, sornione il dado sembra guardarci e sogghignare della nostra incapacità. Abbiamo tante cose da fare e poca pazienza, e quindi ben presto arriva il momento in cui decidiamo di usare mezzi decisamente eccessivi – ma con il risultato, decisamente indesiderato, di spezzare dado e bullone e ritrovarci con un nuovo lavoro da aggiungere alla lista, anziché con un problema risolto.

Proviamo invece a comportarci come farebbe un professionista: con la massima pazienza. Ricontrolliamo ogni cosa una volta di più. Abbiamo lo strumento giusto? La differenza anche di un solo numero fra due chiavi può rendere impossibile un lavoro altrimenti semplice – o peggio, danneggiare irreparabilmente i supporti. Quindi, per un bullone del 12, chiave del 12. Ma se il problema non era questo? In tal caso, la nostra migliore amica potrebbe essere la latta dell’olio lubrificante. Non aspettiamoci miracoli: applichiamolo e allontaniamoci almeno per una ventina di minuti. Lui lavorerà e noi ci calmeremo. Una volta tornati, con delicatezza, riproviamo. Ancora nulla? C’è ancora qualcosa da tentare: l’effetto del calore, che potrebbe sbloccare il bullone facendogli rilasciare quell’eccessiva forza torsionale che è alla radice del problema. Possiamo provare a scaldare la parte incriminata – mai con una fiamma libera, che potrebbe deformarla! – oppure congelarla per ventiquattr’ore, dopo averla immersa nell’olio e impacchettata nel cellophane. Anche dei leggerissimi colpetti potrebbero aiutare a mandare più a fondo l’olio e sbloccare proprio il punto che ci occorre.

Certo: è possibile che neppure questo basti. In tal caso sì: siamo autorizzati a passare a mezzi più decisi e risoluti, il che probabilmente a questo punto sarà anche un gradito sfogo. Con un apposito attrezzo, dovremo tagliare la testa del bullone, in modo da poterlo estrarre. Non facciamoci tentare da questa soluzione troppo presto, però: teniamola in serbo per i casi in cui, davvero, nient’altro ha funzionato.