Bulloneria: come fare prodotti tradizionali in un mondo sempre più green

Quando si pensa ai bulloni, si pensa ad oggetti di minuteria costruiti in materiale resistente e pesante. Come si può pensare, nel momento in cui si costruisce un utensile di questo tipo, di fare anche del bene all’ambiente?
È proprio quello che scopriremo in questa guida, nella quale vi parleremo di un nuovo modo di concepire ogni più piccolo prodotto, e nella quale vi spiegheremo come si può usare un bullone in maniera eco-compatibile.

Trasformare un bullone in un prodotto al passo con i tempi

Può sembrare strano o impensabile, ma anche una piccola cosa può cambiare il mondo.
Quando si pensa alle innovazioni attuali per l’eco-sostenibilità del pianeta sempre più inquinato, si tende a considerare solo i grandi progetti o le grandi imprese. Impianti eolici, sistemi di smaltimento ad impatto zero, trasporti eco-compatibili.
Tutte cose lodevoli e necessarie, ma a volte si può partire anche dal più piccolo per fare le cose in grande. Ecco allora che anche nelle fasi di costruzione di un bullone si può dare il proprio contributo. È esattamente, ad esempio, la filosofia che sta dietro ai prodotti che si trovano sul sito www.bulloneriavilla.it. Vediamo meglio di cosa si tratta.

La prima fase è la lavorazione

Quando si vuole fare qualcosa di nuovo, si deve pensare in modo nuovo. Lo stesso principio vale anche nel momento in cui si vuole applicare una nuova concezione a prodotti classici, proprio come i bulloni. I bulloni, e la bulloneria in genere, può essere trasformata da semplice minuteria in prodotto innovativo.
Come?:

  • Primo: concentrandosi non sul prodotto ma su ciò che ruota intorno a quel prodotto. Questo vuol dire che si deve pensare come prima cosa alla destinazione di quel bullone e ai tutti i processi necessari per la sua realizzazione. Di certo non è stato inventato un bullone che sviluppa energia pulita (ma la ricerca fa sempre passi da gigante); tuttavia basta pensare alla logistica e all’organizzazione del lavoro che porta alla creazione del bullone e al suo spostamento nel mercato per comprendere il senso di questo discorso;
  • secondo: organizzando appunto un ambiente di lavoro che utilizzi risorse energetiche pulite, che impatti nel minor modo possibile in termini di residui, scorie e prodotti di rifiuto;
  • terzo: allestendo una rete di distribuzione eco-sostenibile privilegiando spostamenti a basso inquinamento.

Un’attenzione particolare va poi posta anche al cliente finale, sia in termini di commesse che si possono prendere, sia in termini di prodotti che vengono realizzati.

L’attenzione al cliente finale

Stringere delle collaborazioni commerciali finalizzate alla creazione di una rete virtuosa. Questo è il must del momento, dal quale si può ricavare anche un business. Fare impresa ‘green’ non è più solo un imperativo morale, ma può avere anche dei riscontri positivi in termini di vendite.

Facciamo un esempio pratico:
un’azienda che produce minuteria potrebbe stipulare degli accordi vantaggiosi con altre aziende (le committenti appunto) che necessitano di prodotti specifici.

Questo permette all’azienda produttrice di realizzare (con i presupposti che abbiamo visto nel paragrafo precedente) prodotti in tempi rapidi.
Avere un prodotto pronto in poco tempo significa a sua volta:

  • chiudere l’ordine in pochi giorni ed eliminare i tempi morti che impattano in termini di energia e rifiuti;
  • evitare gli scarti fino ad arrivare allo 0%, perché se si lavora su commissioni specifiche si produrrà solo il necessario.

Il concetto, nella sua semplicità, è talmente semplice da apparire rivoluzionario.
Si tratta dell’eliminazione degli sprechi, che poi di fatto sono quello che impattano sull’accumulo di materiali di scarto e quindi in definitiva sull’inquinamento fisico ed energetico. Senza considerare il fatto che la manodopera specializzata può essere impiegata in maniera più utile in altri settori.

Fare del bene all’ambiente è qualcosa che non si può più rimandare se si lavora in una grande azienda. Il mondo dei bulloni ci dà l’esempio di come si possa fare business ‘green’, lavorando con articoli presenti sul mercato da tanto tempo in modo nuovo.